Lezione 37

Volatilità e Momentum

Parliamo adesso degli indicatori di volatilità. Abbiamo detto che le criptovalute sono degli asset estremamente volatili, quindi è importante conoscere che cos'è la volatilità, come viene utilizzata e quali sono gli indicatori che si basano sul concetto di volatilità, in modo tale che possiate avere nel vostro arsenale anche alcuni indicatori che possono essere utilizzati per le analisi oppure per i segnali operativi.

Che cos'è la volatilità?

Che cos'è la volatilità? La volatilità è la misura della variazione percentuale di un prezzo di una determinata tipologia di asset e quindi della variazione. Sostanzialmente le caratteristiche della volatilità sono quelle di essere ciclica, in quanto la volatilità si muove da periodi di bassa volatilità e contrazione a fasi di espansione e quindi di alta volatilità. Quindi, quando noi andiamo a vedere, per esempio, delle bande di oscillazione o dei movimenti molto ristretti, dei range di determinate tipologie di giornate, abbiamo una compressione di volatilità.

Cosa significa mean reverting?

Dovete sapere anche che la volatilità è mean reverting, ovvero cerca sempre di ritornare verso la sua media. Quindi se abbiamo un aumento di volatilità oltre quella che è la media della volatilità di un determinato tipologia di asset, questa volatilità cercherà sempre di rientrare.

La volatilità è persistente

Inoltre è persistente, quindi, quando sul mercato si registrano determinate tipologie di sedute ad alta volatilità, è facile che questa si mantenga costante per un certo periodo di tempo. In questo caso, ovviamente, se vedete che però ci sono quattro, cinque o sei giornate di altissima volatilità, è facile che questa volatilità non persista troppo a lungo, considerate in termini di persistenza come una persistenza di tipo ragionevole. Quindi non pensate che per mesi la volatilità sia magari estremamente alta e quindi sopra la media si mantenga per un elevato periodo di tempo, ma considerate sempre qual è la volatilità attuale e quella media e storica.

Considerate poi, inoltre, che la volatilità nei mercati azionari è tendenzialmente più elevata nei momenti di discesa dei mercati, quando abbiamo delle discese molto importanti sui mercati azionari, ad esempio quando si hanno dei ritracciamenti estremamente rilevanti (questo l'abbiamo visto anche piuttosto recentemente, quando abbiamo avuto delle correzioni molto importanti durante il Covip, soprattutto dopo la prima ondata e quindi febbraio marzo 2020) ma anche in condizioni diciamo più normali, le correzioni avvengono sempre con più velocità sul mercato azionario. Quando parliamo di volatilità sul mercato delle criptovalute, invece, abbiamo una volatilità che si mantiene piuttosto elevata sempre, in entrambe le direzioni.

Volatilità e stop loss

La volatilità abbiamo detto che quindi è importante nelle criptovalute e che è strettamente collegata anche al discorso stop loss. Quindi la maggior parte delle strategie deve sempre prevedere un filtro legato alla volatilità, sia per quanto riguarda la strategia di tipo operativo nel senso di entry, sia per quanto riguarda soprattutto l'uscita, quindi la exit strategy.

Principali indicatori di volatilità

Quali sono i principali indicatori di volatilità che potreste andare ad utilizzare quando andate ad impostare una strategia di trading sulle criptovalute? Abbiamo alcune strategie che hanno come sottostante, all'interno della formula di calcolo e del concetto con i quali è stata creata, proprio la volatilità come uno degli elementi fondamentali. Tra questi abbiamo il super trend, le bande di Bollinger, Leverage true range (ATR) e il canale di Keltner.

Cos’è il momentum?

Prima di affrontare nel dettaglio ogni singolo indicatore di volatilità. Parliamo un attimo del momentum. Questo perché il momentum rappresenta una caratteristica estremamente importante quando si parla di criptovalute. Che cos'è il momentum? Il momentum rappresenta la velocità con la quale si muovono i prezzi e quindi anche la forza del mercato in una determinata tendenza. Quando si opera nel mondo delle criptovalute è fondamentale controllare sempre questo aspetto prima di effettuare una trade. Questo perché sostanzialmente noi parliamo di momentum e quindi di velocità e le criptovalute sappiamo che si muovono con velocità repentina, quindi hanno dei movimenti estremamente rapidi e spesso delle forti accelerazioni.

Il momentum ci permette di andare a individuare queste accelerazioni e in questo caso di applicare eventualmente anche dei filtri per non operare oppure operare in maniera diversa. Il momentum, inoltre, è utile anche per analizzare le divergenze. È un concetto un po più avanzato, quindi adesso diremo semplicemente che cos'è una divergenza e poi lo andremo ad affrontare in un corso più approfondito di analisi tecnica.

Cos’è la divergenza?

La divergenza non è altro che la differenza, quindi la differenza di tendenza, la differenza mostrata dalla tendenza del prezzo rispetto a quella mostrata dall'indicatore. Quindi se abbiamo il prezzo che mostra una salita, quindi una tendenza in crescita e abbiamo un momentum che invece è caratterizzato da un movimento discendente, questo rappresenta una divergenza tra il movimento dell'indicatore e il movimento del prezzo. Questa divergenza può essere il preludio di un cambio di tendenza. Ovviamente può essere perché non succede sempre, però è possibile.

Questo argomento viene affrontato comunque in un corso più avanzato o comunque in un corso di analisi tecnica in maniera approfondita. Adesso quello che dovete sapere è che esistono degli indicatori di momentum che potete andare a utilizzare appunto per filtrare il momentum della criptovaluta e sono lo stocastico, l'RSI e il momentum indicator. Adesso vediamo i principali in maniera dettagliata.

Stocastico

Tra i principali indicatori di momentum abbiamo lo Stocastico, come abbiamo evidenziato in precedenza, che è un oscillatore che analizza in modo quantitativo di quanto le chiusure del periodo di riferimento siano vicine al massimo o minimo rilevato in un determinato arco temporale fissato dall'utente. In questo caso si prendono 14 periodi, perché è il valore tradizionale impostato dall'inventore dello stocastico e quindi si utilizza questo. Ovviamente potete cambiarlo perché potete fare molti test e potete andare a sperimentare. Vi invito anzi a sperimentare, in modo tale da cercare di comprendere al meglio quali sono le caratteristiche per impostarlo nel modo corretto. Il concetto è che le chiusure vicino al massimo indicheranno un trend rialzista e ovviamente viceversa.

Come tutti gli oscillatori si muove in un range e questo range compreso tra un valore minimo di zero e un valore massimo di 100. Il segnale di una situazione particolare come quella di ipercomprato, cioè una situazione in cui il mercato è molto teso a livello di acquisti su quella determinata tipologia di asset, si ha quando il valore è superiore a 80, mentre abbiamo l'indicatore che segnala una situazione di ipervenduto, quindi un forte stress del prezzo per quanto riguarda movimenti molto rapidi e comunque molto persistenti da parte dei venditori, quando il valore è inferiore a 20.

Stocastico nelle strategie di trading

Con lo stocastico si possono implementare diverse tipologie di strategie di trading, sia in trend following che in contro trend. Quando parliamo di Trend Following possiamo utilizzarlo per esempio per individuare i movimenti di swing. Quando parliamo di contro trend andiamo a individuare un movimento di reversal. In trend l'incrocio dello stocastico quindi aiuta individuare i cosiddetti movimenti di ritracciamento o di swing. In contro trend e in fase laterale l'incrocio permette di individuare i reversal.

Quando andate a vedere sul grafico questi valori avranno hanno una percentuale di successo forse un pochino più elevata quando sono effettivamente molto superiori a 80 oppure molto inferiori a 20. In più viene anche utilizzato per le divergenze. Adesso non lo andiamo ad approfondire, però sappiate che lo stocastico viene molto utilizzato anche per quanto riguarda l'individuazione delle divergenze.

Esempio stocastico su grafico eToro

Vediamo un esempio, prendiamo un grafico dalla piattaforma di eToro ed andiamo a vedere come si presenta lo stocastico. Lo stocastico è composto da due linee che si vanno ad incrociare e spesso si incrociano su dei livelli più neutrali, oppure si incrociano come abbiamo detto in precedenza, su valori superiori 80 oppure valori inferiori a 20. Quando si hanno questi incroci (che dipendono anche dalle impostazioni dei parametri che siete andati ad inserire) dovete andare a cercare di comprendere al meglio quali sono degli incroci che hanno una rilevanza. Quindi, per esempio, andiamo a prendere solo gli incroci superiori al valore di 80 ed andate a cercare di capire se in corrispondenza di quel determinato evento il trend ha avuto un reversal, quindi un cambio di direzione.

Valutate magari questa tipologia di indicatore come supporto all'analisi del prezzo, quindi se magari avete un pattern di prezzo rilevante che vi fornisce per esempio un reversal, quindi in questo caso, per esempio, noi non ne abbiamo, mentre magari in questo caso, se si fosse formata per esempio una pinbar reversal avremmo potuto prendere questo segnale come segnale di inversione della tendenza. Quindi magari partite dal prezzo e poi andate a utilizzare gli indicatori come conferma a quelle che è il vostro segnale di partenza.

Cos’è l’RSI?

Vediamo adesso invece la RSI, altro indicatore di momentum, è un indicatore di forza relativa (relative strength Index), è un indicatore che fornisce la forza del titolo nei confronti del mercato ed evidenzia anche questo la situazione di ipercomprato e di ipervenduto. Come nel caso precedente, abbiamo sempre un range compreso tra 0 e 100, ma in questo caso avremo un ipercomprato quando il valore è superiore a 70, invece che a 80 come abbiamo visto nello stocastico e un ipervenduto quando il loro valore inferiore a 30, non a 20 come abbiamo visto invece per quanto riguarda lo stocastico.

Se andiamo a vedere un immagine di come si presenta la RSI vedete chiaramente che è differente rispetto allo stocastico che aveva due linee, in questo caso l'RSI ha una linea soltanto e quindi diciamo che dal punto di vista dell'interpretazione potrebbe risultare più semplice. Quando vedete che l'RSI supera il valore di 80 e poi magari ritorna indietro e incrocia al ribasso, potete andare a vedere come qui abbiamo segnato, per esempio con questa riga verticale tutti i cambi di tendenza, quando lo stocastico si è avvicinato al valore di 80.

Ovvio che, per esempio, quando prendiamo un punto che non è stato evidenziato come questo qui non abbiamo avuto dei cambi di tendenza particolare. Anzi qui forse abbiamo avuto una divergenza perché l'indicatore portava al ribasso, mentre il prezzo portava a rialzo. Quindi anche qua sarebbe molto utile effettuare dei backtest che potrebbe essere impostato per esempio quando l'RSI incrocia al ribasso la linea dell'80, quando incrocia a rialzo la linea del 20. Oppure alcuni utilizzano anche la linea del 50, essendo la linea di neutralità alcuni valutano per esempio l'incrocio a rialzo a ribasso della linea del 50. Qui potete fare un po' di prove.

L'RSI è impostata a 14 periodi come valore classico e tradizionale, potete ovviamente spostarlo a periodi inferiori se lavorate su sessioni temporali più brevi anche a nove periodi, anche a sei periodi. Dovete ovviamente cercare di impostarlo in base anche al time frame sul quale decidete di andare a lavorare. Periodi più alti di solito non si impostano. Si usa normalmente l'RSI con il valore classico che il più utilizzato, quindi magari andate a modificarlo solo se lavorate su time frame più bassi o intraday, mentre se lavorate in multi day lasciatelo con il parametro 14. Anche in questo caso partite sempre dal prezzo perché è più utile e più semplice e poi andate a filtrare tramite l'RSI il segnale che vi è stato fornito attraverso il prezzo.

Siamo arrivati quasi in fondo a questo modulo dedicato alle strategie di trading e parliamo degli indicatori di volatilità. Nelle sessioni precedenti abbiamo parlato del super trend e abbiamo detto che tra gli indicatori di volatilità, appunto, c'è il super trend, le bande di Bollinger, il canale di Keltner. Adesso entriamo un pochettino più nel dettaglio e affrontiamo i singoli indicatori.

Il supertrend

Il super trend è un indicatore di tendenza, quindi un indicatore di tipo trend following e stop & reverse, ovvero quando si esce poi si prende una posizione contraria perché il segnale di uscita è contestualmente anche un segnale di entrata nella direzione opposta. Questo indicatore è stato sviluppato da Oliver Seban e si basa partendo dal calcolo di un coefficiente che si applica alla volatilità media di un arco temporale preso in esame. Questo indicatore è impostato con coefficiente pari a tre e il periodo pari a dieci.

La caratteristica dell'indicatore è quella di essere sempre a mercato. Quando l'indicatore è al rialzo ha un colore, mentre al ribasso il colore differente, potete impostare ovviamente il colore che preferite. Sostanzialmente quando c'è un cambio di colore, quindi un'inversione del trend, si ribalta anche la posizione del super trend. Questo viene a formare dei pavimenti, oltretutto, che servono anche come supporti o come resistenze statiche.

Quindi il super trend è costruito in modo tale da utilizzare la volatilità come uno degli elementi fondamentali sul quale proprio è stato impostato l'indicatore e permette di essere sempre al mercato. Questa però è una strategia che, diciamo la filosofia dell'analisi tecnica ha sempre individuato come piuttosto inefficiente. Però il super trend, ovviamente, può essere utilizzato con dei filtri, in modo tale poi da non essere sempre a mercato, ma di diciamo di prendere quelle che sono le trade migliori. In questo caso, per esempio, abbiamo inserito un ADX che ci permette di andare a individuare le fasi di direzionalità del trend oppure le fase di lateralità.

Sappiamo che gli indicatori di tipo trend following non lavorano bene quando il mercato è in lateralità. Quindi quello che a noi interessa è individuare soprattutto la fase di lateralità, in modo tale da non prendere quei segnali, per esempio, che sono all'interno di questa fase. Considerate che potete mettere filtri di vario genere. Io adesso ho inserito, per fare un esempio, l' ADX, che è un filtro dove sostanzialmente, come potete vedere, la linea nera individua la tendenza di mercato quando è sotto al valore di 25, che è il parametro di riferimento.

Ovviamente ogni asset ha dei valori predefiniti per andare a mettere questa soglia, quando è sotto questo livello viene definita un'assenza di trend. Quando è sopra questo livello, invece, c'è presenza di trend e quindi la strategia può essere messa in atto. In questo caso, quindi, noi abbiamo messo un filtro collegato alla situazione di mercato. Abbiamo detto che il super trend è trend following, quindi mettiamo soltanto quando è in tendenza e lavoreremo solo quando l'ADX è superiore al valore di 30 o 25 quello che avete impostato. Potete così utilizzare molti altri filtri. Potete usare l'RSI, potete usare lo stocastico.

Cercate di non prendere ovviamente degli indicatori che forniscono le stesse informazioni, ma prendetene di differenti, quindi cercate sempre di andare a combinare i vari indicatori in modo tale che vi possano fornire delle risultanze e non andare a replicare la stessa analisi.

Come può essere utilizzato il supertrend

Vediamo come può essere utilizzato Super Trend. Questo può essere utilizzato come cambio di trend, quindi di tendenza attraverso il segnale fornito dal colore. L'abbiamo visto in precedenza. Il cambio di colore genera un segnale di inversione.

Essendo un indicatore sempre a mercato è necessario aggiungere altri filtri e qui abbiamo visto il contesto quando abbiamo visto il grafico precedente. Quando invece utilizziamo due super trend, si utilizza una strategia un pochettino più complicata. Utilizziamo due super trend calcolati su periodi temporali diversi che ci permettono, come nel caso delle medie mobili, di generare un segnale di ingresso nel momento in cui questi si vanno ad incrociare. Quindi provate a mettere insieme due super trend e vedete che i due super trend si incrociano. In questo caso rispetto alle medie mobili, dove l'incrocio determina quello che è un ingresso a mercato tra le due medie mobili, qui in questo caso dovete valutare quando i due super trend si incrociano e forniscono poi lo stesso colore, oppure quando forniscono dei colori differenti. In questo caso, se avete lo stesso colore, potete valutarlo come un segnale di ingresso.

Per esempio, quando si incrocia avete due colori differenti e potreste considerare quello come un segnale di non ingresso a mercato. Quindi prendere solo i segnali dei due super trend che quando si incrociano generano due colori dello stesso tipo. Quindi rosso con rosso, per esempio, verde con verde e non verde con rosso, perché in questo caso significa che uno dei due super trend smentisce il segnale fornito dall'altro. Quello con il periodo temporale più lungo fornisce la tendenza di base, quello col periodo più stretto è quello che permette l'operatività più veloce. Quindi, se volete provare a sperimentare l'incrocio tra due super trend, valutate anche questa strategia che si può applicare attraverso questo indicatore.

A queste strategie, poi, vengono associati eventualmente altre tipologie di indicatori oscillatori e lo stop loss può essere impostato sia dal punto di vista percentuale sia dal punto di vista di valore, ma anche come pavimento dell'indicatore, come abbiamo visto in precedenza, oppure come pattern di prezzo, quindi mettere una condizione. Valutate quindi tutte queste caratteristiche. Cercate quel tipologia di strategia che si addice di più alle vostre caratteristiche. Cercate un po' di raffinare il tutto trovando quelle che sono le giuste combinazione anche dei parametri e cercate quindi di fare tante sperimentazioni in modo tale che la strategia si abbini nella maniera più indicata possibile a quella che è la criptovaluta o la moneta digitale che avete scelto per la vostra operatività.

Bande di bollinger

Vediamo adesso le bande di Bollinger che sono state inventate appunto da John Bollinger. Il concetto dell'indicatore si basa su tre linee principali: una media mobile a venti periodi e due linee di prezzo, quindi due envelope, una superiore che è calcolata aggiungendo alla media mobile una deviazione standard del prezzo, mentre quella inferiore creata sottraendo tale deviazione standard.

Caratteristiche delle Bande di Bollinger

Quali sono le caratteristiche? Se le envelope sono molto vicine, vuol dire che la volatilità è bassa e quando si allontanano invece la volatilità è in aumento, quindi potreste sfruttare le contrazioni di volatilità della vostra criptovaluta. Quindi, quando le due linee di Bollinger sono molto vicine, per esempio, una rottura del prezzo a rialzo della banda di Bollinger potrebbe generare un segnale di ingresso. Qui dovete fare un po' di prove. Spesso vengono utilizzate per tecniche di trading reversal. Ad esempio, grandi movimenti di volatilità esce dalla banda di Bollinger e nel momento in cui rientra si genera un segnale di ingresso a mercato. Possono essere utilizzate da sole oppure con altri indicatori, ma è meglio, sempre in genere partire da un segnale del prezzo. Questo l'abbiamo sempre detto, anche per quanto riguarda gli altri tipologie di indicatori.

Quali sono le strategie semplici che si possono adottare?

Quali sono le strategie semplici che si possono adottare? In trend, per esempio, la rottura della banda inferiore o superiore in fase di contrazione della volatilità e le possiamo utilizzare, per esempio, come supporti e resistenze. Quando si hanno queste bande di Bollinger molto contratte, si ha una sorta di canale laterale a range ristretto e quindi si può utilizzare la contrazione di volatilità come la parte alte e la parte bassa di una banda di oscillazione. Contro trend invece, il segnale di inversione all'uscita del prezzo della banda superiore in corrispondenza di un supporto o una resistenza statici, quindi un segnale di inversione quando esce il prezzo dalla banda superiore, rientra, siamo in corrispondenza di un determinato valore importante storico di supporto o resistenza e quindi ci immaginiamo che questo rientro sia un ritracciamento.

Average True Range (ATR)

Per ultimo vediamo Average True Range (ATR), che è un indicatore creato da Wilder che ha la funzione specifica di misurare la volatilità dei prezzi. In questo caso normalmente viene più utilizzato come filtro che come motore di una strategia e quindi può essere utilizzato per individuare le fasi di alta volatilità dei mercati e particolarmente magari di alta volatilità, fuori dalla media di una criptovaluta. In quel caso potete decidere, per esempio, di non lavorare quando è superiore a un determinato valore. Può anche ricoprire la funzione di segnale di uscita. Nel momento in cui vedete che magari l'ATR assume dei valori estremamente elevati o comunque fuori dai valori storici, potete decidere di uscire dalla posizione. Serve inoltre per il money management e per la gestione quindi del controvalore della percentuale di portafoglio da destinare al singolo trade. Potreste decidere in momenti di alta volatilità di mercato, di andare a inserire una posizione a mercato più piccola, mentre in momenti di bassa volatilità del mercato avere una posizione più grande, quindi potrebbe anche essere utile per gestire la size con la quale volete fare il vostro ingresso su una determinata tipologia di operazione.

Andiamo a vedere adesso come si presenta. Vedete una linea molto semplice e ha dei forti picchi quando vedete che la volatilità è piuttosto elevata, quindi quando si esce dai valori costanti della volatilità potreste decidere di non andare ad operare. Quindi l'ATR è un indicatore che può essere utilizzato come filtro, molto utile sia per quanto riguarda l'exit strategy, il money management in particolare, perché potreste definire punti di ingresso differenti in base alla volatilità del mercato. Essendo le criptovalute una tipologia di asset estremamente volatile, l'ATR potrebbe essere molto utile per la gestione delle vostre risorse sul mercato. Quindi, consideratelo come un uno strumento a supporto piuttosto che come un indicatore vero e proprio e come un filtro aggiuntivo per la vostra strategia.

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