Come investire in ecommerce. I migliori strumenti sul mercato

November 16th, 2022

Investire in ecommerce nel 2023 significa entrare a far parte di uno degli aspetti più importanti della rivoluzione digitale, ovvero quello che ha spostato le abitudini di acquisto dei consumatori. Nel 2020, circa il 79% della popolazione europea ha fatto almeno un acquisto online. Col passare degli anni il commercio elettronico, ovvero tutte quelle attività propedeutiche all’acquisto via internet di prodotti e servizi, stanno entrando a far parte della routine quotidiana. Investire parte del proprio denaro nello sviluppo della rete e-commerce è uno dei migliori investimenti?

Il processo di digitalizzazione non passa solo attraverso le aziende, ma anche tramite l’aumento della tecnologia a disposizione dei consumatori, i quali al giorno d’oggi hanno sempre almeno un computer o uno smartphone a portata di mano. Fare acquisti via internet è comodo e veloce, e spesso è anche molto conveniente. Gli investitori di tutto il mondo si interessano a questo settore e sono attirati dal grande potenziale che già sta esprimendo, e che col tempo sembra destinato ad accrescersi ancora. Già molto prima della crisi da Coronavirus, il settore e-commerce aveva guadagnato una popolarità considerevole, guidato soprattutto dai grandi colossi della vendita digitale come ad esempio Amazon. Sempre più spesso si trovano aziende che vendono esclusivamente online, avendo tagliato del tutto il più costoso canale tradizionale al fine di abbattere i costi. Con l’arrivo della pandemia nel 2020, poi, la transizione verso gli acquisti online è stata ancora più importante.

eMarketer stima che dopo una crescita del 25,7% nel 2020 (a 4,21 trilioni di dollari), nel 2021 la crescita dei volumi di vendita via canali digitali sia salita ancora del 16,8%. Per il 2022, si prevede che il mercato dell’ecommerce raggiungerà volumi intorno ai 5,55 trilioni di dollari. Molti operatori concordato sul fatto che questa crescita sia destinata a proseguire anche nei prossimi anni.

Ancora qualche dato per aiutarvi a comprendere le dimensioni di questo mercato: nel 2019 gli acquisti online ammontavano solo al 17,8% del totale. Nel 2022, ci si aspetta che la cifra salga al 21%, e poi arrivi a toccare il 24,5% entro il 2025.

Cosa significa investire in e-commerce?

Molti operatori del settore, tra cui Shopify, stimano che la crescita del settore ecommerce continuerà nei prossimi anni, andando a ritagliarsi una percentuale sempre più importante degli acquisti complessivi. Secondo eMarketer, le vendite online raggiungeranno un volume di 6,17 trilioni di dollari nel 2023, con un 22,3% di tutte le vendite retail.

Nel 2021 la pandemia ha accelerato la crescita dell’ecommerce anche nei Paesi dove prima di quel momento il commercio digitale non era il canale favorito. Nel 2021 India, Brasile, Russia e Argentina hanno visto un incremento del 26% nei volumi ecommerce – una crescita molto rapida anche per un mercato in costante espansione come questo. Nel 2020, i Paesi dove l’ecommerce otteneva maggiori volumi di vendite erano quelli dell’Asia-Pacific e Nord America.

Osservando i dati fino ad ora presi in esame, si può affermare che l’ecommerce sia un settore di investimento in grado di resistere a situazioni d’emergenza sanitaria globale? Se la domanda di prodotti online è crescita, a causa anche dei lockdown e delle restrizioni di spostamento, i livelli di produzione non sono di certo aumentati. Il Coronavirus ha infatti alterato, se non interrotto, molte delle catene di approvvigionamento a cui anche l’ecommerce è vincolato. Questo fenomeno ha rallentato le consegne e ha fatto in modo che le aziende si concentrassero sul rafforzamento dei canali di rifornimento per poter far fronte a eventuali emergenze future.

Nell’immaginario di molti, l’e-commerce è spesso sinonimo di marketplace famosi come Amazon ed eBay. Esistono costellazioni di negozi online di piccole e medie dimensioni che lavorano per vendere i loro prodotti. Non solo. Quando si pensa a questo settore, non lo si dovrebbe mai separare da tutte le aziende che lavorano nell’indotto al fine di migliorare le prestazioni della vendita online.

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Tra esse possiamo trovare:

  • Le software house che producono piattaforme ecommerce;

  • Le società di web hosting e di servizi cloud che rendono possibile la messa online dei siti;

  • Il settore della logistica e dei trasporti a cui vengono affidati stoccaggio e consegna del prodotto.

Perché investire in ecommerce?

Investire nell’ecommerce significa prendere parte a un cambiamento delle abitudini dei consumatori, tenendo presente però anche l’aspetto etico di questa evoluzione. I grossi player del settore hanno già dimostrato di essere in grado di mettere in crisi non solo i commercianti locali, ma anche i centri commerciali, arrivando a strappare utili anche alla grande distribuzione. Mentre ci si interroga su come rendere le spedizioni più economiche e i servizi di vendita digitale ancora più performanti, non mancano le critiche a questo modello.

Si sente parlare di concorrenza sleale nei confronti delle piccole realtà di una volta, ma anche di sfruttamento del lavoro sottopagato nei magazzini di logistica e sull’impatto ambientale delle consegne a domicilio. Ciononostante, l’ecommerce continua a crescere.

Vantaggi e svantaggi del settore ecommerce

Facciamo un breve recap su quelli che possiamo definire i pro e i contro dell’ecommerce al fine di comprendere meglio quali sono le potenzialità e i difetti di questo settore. Elenchiamo adesso alcuni dei vantaggi nell’investimento:

  • Il mercato eCommerce è in costante crescita ed espansione e promette di essere uno dei settori dominanti del futuro.

  • I titoli ecommerce si prestano a qualsiasi tipologia di investitore, sia che desideri prendere posizioni lunghe o corte sul mercato.

  • Questo mercato offre interessanti opportunità di diversificazione per il portafoglio

  • L’ecommerce trova applicazione in tutti i settori e opera non solo in B2C, ma anche in B2B al fine di offrire il miglior prezzo per i migliori prodotti.

Tra gli svantaggi individuiamo invece:

  • Investire nell’ecommerce, specialmente nei grandi titoli del settore, significa operare un investimento controverso dal punto di vista etico.

  • Questo settore richiede un’elevata capacità di analisi delle aziende su cui si sceglie di investire al fine di comprendere meglio i movimenti e la volatilità dei titoli.

  • L’ecommerce è un mercato relativamente nuovo rispetto, per esempio, al farmaceutico, e di conseguenza risulta meno semplice tracciare uno storico che possa far fronte a qualsiasi eventualità.

Market Mover del settore commerce

Quando si parla di investimenti e di un settore particolare come quello dell’ecommerce, non si possono tralasciare i market mover, ovvero i fattori che creano movimento nel mercato in questione. Ecco alcuni aspetti a cui bisogna prestare attenzione:

  • Situazioni di emergenza sanitaria globale possono rallentare o addirittura bloccare la performance del settore in alcuni Paesi del mondo a causa di un mancato approvvigionamento delle materie prime.

  • I grandi marketplace online sono sensibili alle opinioni delle autorità Antitrust che possono imporre restrizioni o sanzioni ai colossi dell’ecommerce.

  • Il settore è perlopiù ciclico, e risente dei periodi di recessione o stagnazione economica.

Conoscere vantaggi e svantaggi, insieme ai market mover, ovvero gli elementi che potrebbero influenzare l’andamento dei prezzi, permette di valutare meglio i broker sul mercato e gli strumenti con cui prendere una posizione.

Come investire in e-commerce?

Esistono diversi strumenti per investire nell’ecommerce capaci di soddisfare le esigenze specifiche degli investitori in merito alla conoscenza del mercato, al grado di rischio, alle dimensioni del capitale a disposizione, all’orizzonte temporale e alle caratteristiche dell’operazione che si desidera eseguire.

In particolare stiamo facendo riferimento alle azioni, con l’obiettivo di ottenere benefici dall’esposizione su aziende che hanno come core business la vendita online di prodotti, o magari lo sviluppo di piattaforme eshop dedicate alle piccole realtà. Investire nella singola azienda significa non solo comprendere le dinamiche del settore, ma anche approfondire la propria conoscenza dell’azienda stessa, con i suoi progetti per il futuro e la salute del bilancio.

In alternativa, chi dispone di un capitale ridotto può optare per strumenti derivati come i CFD (contratti per differenza). Si tratta della principale alternativa utilizzata da coloro che desiderano investire, su mercati nazionali ed esteri, al fine di prendere posizione su una singola azienda o su un paniere di titoli relativi al settore ecommerce. Un altro modo per prendere posizione nell’ecommerce è quello che riguarda gli ETF, ovvero gli Exchange Traded Funds, fondi a gestione passiva che replicano un indice in cui si ritrovano molti titoli del settore.

Qual è lo strumento più adatto per te? Se non sei sicuro su quale scegliere, è opportuno che tu tenga presente alcuni aspetti, come:

  • Conoscenze dello strumento e dei mercati

  • Profilo di rischio e di tolleranza

  • Orizzonte temporale

  • Capitale operativo a disposizione

Dove investire in e-commerce

Al fine di negoziare online e investire nel settore dell’ecommerce, è necessario selezionare un intermediario che eseguirà le operazioni. Per sceglierlo è necessario comprendere alcuni aspetti importanti di questa dinamica, al fine di trovare il giusto broker:

  • Qual è il capitale operativo di investimento?

  • Con quanta frequenza si desidera fare trading?

  • Che livello di esperienza nel trading si possiede?

  • Sicurezza ed affidabilità

Per questo motivo, abbiamo pensato di selezionare una lista con alcuni broker sul mercato.

Qui sotto, trovate alcune delle migliori piattaforme di trading, regolamentate, sicure e legali, selezionate tra le più conosciute e maggiormente apprezzate.

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Se vuoi approfondire il tema e-commerce e le azioni ed Etf presenti sul mercato leggi anche i nostri articoli sui Migliori titoli ecommerce.

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