Conviene investire in BTP oggi?

Marilena
January 18th, 2021

I BTP sono i Buoni del Tesoro Poliennali, e quindi a lunga scadenza. Il loro acquisto rientra nel novero delle strategie di gestione del risparmio che gli italiani sembrano preferire. In effetti essi hanno rappresentato, fino a qualche anno fa, una forma di investimento sicuro. Oggi, tuttavia, lo scenario economico è differente, e per questo è legittimo domandarsi quali siano le potenzialità e i rischi connessi a questi strumenti finanziari. Investire in BTP conviene?

investire in BTPCapaci di attirare tutti coloro che desiderano una soluzione di investimento redditizia e sicura, i Buoni del Tesoro Poliennali vengono ancora oggi offerti su larga scala da diversi istituti di credito; tuttavia è necessario essere consapevoli del fatto che essi non sono redditizi come lo erano in passato.

Ciò non toglie, in ogni caso, che si tratti di soluzioni a basso rischio che meritano di essere prese in considerazione da chi ha intenzione di far fruttare i propri risparmi. Tale strumento obbligazionario, per altro, è stato rilanciato dal governo in seguito alla crisi economica che è stata innescata dalla pandemia dovuta al coronavirus, con l’introduzione del BTP Futura e una nuova asta di BTP Italia.

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Che cos’è un Buono del Tesoro Poliennale

I BTP sono:

  • Obbligazioni attraverso cui lo Stato chiede soldi ai cittadini promettendo di rimborsare il capitale con gli interessi

  • Titoli di debito a medio e lungo termine

  • Strumenti finanziari che vengono emessi dal Tesoro.

Essi si caratterizzano per una data di scadenza specifica, che corrisponde al giorno in cui il capitale di partenza verrà restituito dal Tesoro, mentre la cedola, cioè il rendimento fisso, sarà pagato in seguito. È grazie alle cedole che i Buoni del Tesoro Poliennali sono in grado di assicurare un rendimento.

Va detto che stiamo parlando di strumenti di investimento che vantano un livello di rischiosità molto basso e che, anche per questo motivo, si possono considerare sicuri. Il prezzo è tutto sommato stabile, a prescindere dalla congiuntura negativa e dalla crisi economica. Alla scadenza del BTP, chi lo ha sottoscritto si vede riconosciuto un importo in denaro che corrisponde al valore nominale del titolo di cui è in possesso.

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Perché investire oggi in BTP

Come si è detto, gli italiani hanno sempre mostrato un notevole interesse nei confronti dei BTP, visto che si tratta di titoli a capitale garantito: questo vuol dire che, alla scadenza, viene restituito il valore nominale nella sua interezza. Dal momento che è lo Stato il debitore, i rischi sono minimi: in sostanza esso si può rivelare insolvente verso i creditori unicamente in circostanze eccezionali determinate da una forte difficoltà economica.

Prima di investire nei BTP, tuttavia, è opportuno tenere in considerazione la discesa dei rendimenti dei Bond, per effetto della quale si è ridotta in misura significativa la remunerazione dei Titoli di Stato. Al giorno d’oggi, gli investimenti in Buoni del Tesoro Poliennali costituiscono più che altro una scelta strategica per mezzo della quale è possibile proteggere e tutelare i propri risparmi.

Per alcuni investitori, poi, un potenziale difetto dei BTP può essere rappresentato dalla loro lunga durata; un aspetto che, d’altra parte, può essere invece interessante per chi mette in pratica strategie di investimento di altro genere. Per altro, i BTP possono essere smobilitati in qualsiasi momento, ma ovviamente in questo caso si dovrà fare a meno degli interessi che sono stati maturati dallo stacco della cedola più recente.

Per quel che concerne i costi, un investimento in BTP può prevedere l’applicazione di commissioni piuttosto consistenti, e c’è da ricordare anche che i profitti vengono ridotti dall’imposta di bollo. In sintesi, i vantaggi che caratterizzano un investimento in Buoni del Tesoro Poliennali hanno a che fare con:

  • La stabilità del valore

  • La vastità dell’assortimento a disposizione

  • La garanzia dello Stato

  • Il basso livello di rischio.

Sul fronte dei potenziali svantaggi, invece, è necessario tenere conto:

  • Della tassazione a cui i BTP sono sottoposti

  • Dei costi medio alti

  • Dei rendimenti non elevati

  • Del lungo termine.

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Come scegliere i BTP

Ci sono BTP di otto tipi, distinti in base alla scadenza: si può scegliere, infatti, tra i Buoni del Tesoro Poliennali a 3 anni, quelli a 5 anni, quelli a 7 anni, quelli a 10 anni, quelli a 15 anni, quelli a 30 anni e quelli a 50 anni. I BTP a 10 anni, in particolare, vengono utilizzati come riferimento per il calcolo dello spread.

I BTP vengono identificati, nel linguaggio comune, con il rispettivo anno di scadenza: così, ci sono i BTP 2028 che scadranno nel 2028 e i BTP 2067 che scadranno, appunto, fra 46 anni.

Per coloro che desiderano affidarsi a un investimento con un tasso di rischio molto ridotto e caratterizzato da un certo livello di sicurezza, di certo i BTP meritano di essere considerati uno strumento di debito su cui puntare. È possibile sottoscrivere i buoni per un valore nominale di 1.000 euro o per un valore multiplo di 1.000 euro.

investire BTP convieneLa liquidità è uno dei punti di forza dei Buoni del Tesoro Poliennali: grazie alle numerose possibilità di scelta derivanti dalle diverse scadenze che il mercato mette a disposizione, infatti, è possibile ottimizzare la programmazione del flusso di cassa nel corso dell’intero periodo dell’anno.

Stiamo parlando di titoli a reddito fisso che risultano consigliati per gli investitori che ambiscono ogni semestre a flussi di pagamento certi, senza soluzione di continuità. Gli investitori che acquistano i titoli nel corso della fase iniziale del periodo di collocamento hanno la possibilità di beneficiare di un premio di fedeltà, sempre a condizione che i BTP vengano mantenuti fino a quando non si arriva alla scadenza individuata, che corrisponde al 4 per 1.000 lordo sul valore nominale.

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Quanto si guadagna con i BTP

A questo punto è normale cercare di capire quanto si possa guadagnare con i Buoni del Tesoro Poliennali e cioè, in sintesi, quale sia il rendimento netto di cui si può usufruire. Per un calcolo efficace è necessario definire il prezzo, che corrisponde alla somma tra il valore attuale del valore nominale che si ottiene alla scadenza e il valore attuale di una rendita posticipata, considerando rate equivalenti al valore costante della cedola.

A questo scopo è necessario tenere conto di alcuni fattori:

  • Le imposte sul rendimento

  • Le imposte sulla cedola

  • Il prezzo di acquisto del Buono del Tesoro Poliennale

  • Le spese di acquisto, che sono pari all’1% e vengono stabilite dal ministero dell’Economia e delle Finanze.

Nel novero delle variabili rilevanti rientrano, però, anche le imposte sullo scarto di emissione, che consiste nel valore effettivo del BTP a cui viene sottratto il valore successivo all’investimento. Infine, ci sono le imposte sul capital gain, che rappresenta la plusvalenza che l’investitore ottiene e che è soggetta a tassazione, appunto.

Giova ricordare, comunque, che le imposte sul capital gain sono rilevanti dal punto di vista sostanziale unicamente se c’è da parte di chi investe la volontà di non attendere la scadenza e, quindi, di vendere il titolo in anticipo.

Ai fini del calcolo del rendimento netto che può essere garantito dai Buoni del Tesoro Poliennali, comunque, è possibile escludere le imposte sul rendimento e il prezzo di acquisto del titolo. Le cedole sono a tasso fisso, ma il BTP dipende dalle variazioni di prezzo che si verificano durante la sua vita finanziaria: come è facile capire, le oscillazioni saranno tanto più evidenti quanto più il titolo durerà.

La regolazione delle emissioni, d’altro canto, avviene tramite asta marginale una volta ogni due settimane. È la Banca d’Italia a gestire le operazioni di collocamento seguenti. In base alla tempistica, Bankitalia ottiene una provvigione o interesse a beneficio del servizio offerto, che è pari:

  • Allo 0.20% nel caso di un titolo triennale

  • Allo 0.30% nel caso di un titolo quinquennale

  • Allo 0.40% nel caso dei titoli con una scadenza più lunga.

Che cos’è il BTP Italia

Nel mese di marzo del 2012 è avvenuta l’emissione del BTP Italia: si tratta di Buoni del Tesoro Poliennali ideali non solo per i risparmiatori, ma anche per gli investitori retail. In concreto, questi titoli di Stato, trattati dal MOT fino a lotti pari fino a due milioni e mezzo di euro, sono aggiornati all’inflazione italiana e prevedono cedole semestrali con scadenze

  • A 4 anni

  • A 6 anni

  • A 8 anni.

Ma che cosa cambia tra i Buoni del Tesoro Poliennali classici e i BTP Italia? Prima di tutto il criterio di indicizzazione, che – come si è accennato – si fonda sull’inflazione italiana, che poi è quella che viene effettivamente scontata dai risparmiatori. Inoltre, il rendimento è riferito a un tasso fisso, e viene reso noto unicamente al termine del periodo di sottoscrizione. Esso viene calcolato sulla rivalutazione del capitale in base all’inflazione del nostro Paese.

Gli investitori hanno l’opportunità di beneficiare di rendimenti reali costanti, e di conseguenza si trovano nelle condizioni di proteggere il proprio investimento rispetto alla perdita del potere di acquisto della valuta. Un altro vantaggio di non poco conto è che si evitano le imprevedibili oscillazioni dell’indice di costo della vita.

I BTP consentono una rivalutazione del capitale ogni sei mesi, ed è questo aspetto che fa sì che i risparmi possano essere protetti dall’inflazione. In base all’indice Istat relativo ai prezzi al consumo per famiglie di impiegati, una volta ogni sei mesi sono erogati interessi a tasso fisso sulla rivalutazione del capitale all’inflazione del semestre di riferimento.

Attraverso i BTP Italia, in sostanza, si ha un recupero dell’inflazione istantaneo, proprio perché la rivalutazione del capitale è garantito ad ogni semestre. La Direzione Debito Pubblico tutti gli anni rende noto il calendario ufficiale delle emissioni, in modo che gli investitori possano essere consapevoli delle successive emissioni di BTP Italia: a tale scopo è sufficiente recarsi sul sito del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Sono molti, comunque, i siti web che forniscono in tempo reale i grafici e le quotazioni BTP Italia. Il governo italiano, in considerazione della situazione di crisi economica che si è concretizzata a partire dalla primavera del 2020, ha emesso nuovi BTP Italia in maniera massiccia, con una raccolta ottimale.

I BTP Futura

Al di là dei BTP Italia, sul mercato retail si può trovare un altro strumento di recente introduzione che è stato lanciato dal Tesoro: ci stiamo riferendo al BTP Futura, un buono obbligazionario inedito la cui emissione ha l’obiettivo di garantire il finanziamento dei costi affrontati dal governo in conseguenza della situazione di emergenza sanitaria dovuta al coronavirus.

Il calcolo della cedola del BTP Futura è la peculiarità distintiva di questo strumento finanziario, che tende a premiare unicamente chi deciderà di mantenerlo sino alla sua scadenza. L’idea del governo era quella di promuovere la ripresa del Paese con l’aiuto di una parte dei capitali immobili nei conti correnti.

Il meccanismo di BTP Futura associa ai tassi prefissati un premio che sarà pari a non meno dell’1% del capitale che si investe, ma che in funzione della media del tasso di crescita del PIL nominale annuo del nostro Paese potrà arrivare fino al 3%.

Dal momento che è di dieci anni la durata stabilita per il BTP Futura, chi ha intenzione di investire in tale obbligazione deve prima riflettere per accertarsi se può rinunciare per un periodo di tempo così lungo alla parte di capitale da destinare a questa operazione.

Come si investe in BTP

Come abbiamo già anticipato, la volatilità del prezzo è tanto più elevata quanto più risulta lunga la vita residua del titolo e, quindi, tende ad aumentare l’esposizione al rischio. Le cedole pagate dai BTP sono predeterminate in misura fissa. Il saldo avviene una volta ogni sei mesi, e il tasso di interesse viene stabilito al momento dell’emissione.

Per questo motivo l’importo delle cedole resta sempre uguale per l’intera durata del titolo di debito. È sul valore nominale che si calcola l’interesse: per questo motivo, se si vuol capire se un investimento in Buoni del Tesoro Poliennali sia vantaggioso o meno si deve tenere conto delle caratteristiche delle cedole, le quali costituiscono gli interessi che vengono corrisposti dal titolo di debito e vengono incassate con una cadenza semestrale.

Naturalmente, chiunque compri dei BTP non è esente dal rischio di mercato, che corrisponde alla volatilità dei prezzi dei titoli obbligazionari a cui si è esposti se la vendita viene effettuata in anticipo rispetto alla scadenza. Un possibile aumento dei tassi di mercato è in grado di determinare una riduzione del valore del titolo; è necessario che la quotazione del Buono del Tesoro diminuisca se si desidera riuscire a recuperare il capital gain a cui si ambisce.

Il prezzo del buono, invece, aumenta se si concretizza una decrescita dei tassi. I Buoni del Tesoro Poliennali a 3 o 5 anni, cioè a media scadenza, in linea di massima risultano meno rischiosi rispetto a quelli a 15 o 30 anni, cioè a lunga scadenza.

Come si comprano i BTP Italia

Ci sono diverse opzioni a disposizione per acquistare i BTP Italia. La prima è quella che prevede di andare direttamente nella filiale della propria banca, cioè quella in cui si ha un conto corrente aperto, per poi richiedere di aprire un dossier, vale a dire un conto titoli. Esso sarà agganciato al conto corrente, ma la gestione resterà indipendente.

Se si preferisce operare online, invece, si può sfruttare il sistema di home banking che si è già abituati a impiegare, sempre che sia abilitato alle operazioni di trading. Infine, i BTP Italia possono essere acquistati, al pari di tutti gli altri titoli di Stato, anche facendo riferimento al servizio di trading che viene messo a disposizione da Banco Posta.

I Buoni del Tesoro Poliennali sono detenuti sul conto titoli, dove vengono anche riscosse le cedole che a mano a mano vengono maturate e che poi sono accreditate direttamente sul conto corrente.

In concreto, quando si ha intenzione di investire su un BTP che già esiste è necessario rivolgersi alla filiale postale o della banca presso cui è stato aperto un conto corrente e domandare all’addetto di riferimento di trasmettere l’ordine di acquisto. A quel punto l’ordine viene trasmesso al MOT dalla banca, che poi deposita la quantità di BTP richiesta sul conto titoli del cliente alla quotazione negoziata.

Per capire se un investimento di questo tipo possa risultare redditizio o meno non ci si deve basare solo sul rendimento, ma occorre tenere conto anche dei costi e, in particolare, degli oneri dovuti per l’apertura del conto titoli (senza dimenticare le spese correlate all’imposta di bollo). Il cosiddetto prezzo secco, invece, corrisponde al valore del bond al netto del rateo di interessi che è stato maturato.

Se si è interessati a verificare il prezzo secco dei Buoni del Tesoro Poliennali è indispensabile tenere sempre sotto controllo le quotazioni di mercato relative al giorno precedente rispetto alla richiesta di acquisto. Un altro fattore su cui ci si deve basare è la commissione che la banca presso cui è stato creato il conto titoli applica.

Infine, è necessario conoscere il prezzo TEL, che corrisponde al reale prezzo di mercato al quale il titolo viene scambiato, incluse le cedole che sono state maturate: si tratta, in sostanza, del prezzo che deve essere corrisposto da chi acquista.

È pericoloso investire in Buoni del Tesoro Poliennali?

Nel novero delle valutazioni che è necessario compiere per valutare la rischiosità di un investimento in BTP non si può prescindere da una riflessione sullo stato dei bilanci dello Stato, fermo restando che un ruolo decisivo è rivestito anche dal clima politico.

Si deve prendere in considerazione, per esempio, il rapporto tra il debito pubblico e il Prodotto Interno Lordo, a maggior ragione nel caso in cui si abbia intenzione di investire una somma di capitale piuttosto elevata in una prospettiva di lungo termine. Il debito pubblico italiano è il secondo a livello europeo e il terzo a livello mondiale.

In più, quasi tutti gli istituti di credito hanno bilanci in passivo, il che contribuisce a mettere sotto pressione il sistema bancario. Insomma, lo scenario economico non induce a essere ottimisti, per quanto si possano ravvisare tenui sintomi di una piccola ripresa. Sono tutti fattori di cui è bene consapevoli prima di decidere di investire in Buoni del Tesoro Poliennali.

Per identificare i Buoni del Tesoro Poliennali è necessario indicare la cedola e la scadenza: per esempio, BTP 2% 10 settembre 2028.

Le alternative

Poiché di solito i BTP sono strumenti finanziari a cui ci si affida quando si desidera un investimento di lungo periodo sicuro, vale la pena di prendere in considerazione anche le alternative dello stesso tipo.

Tra queste ci sono di sicuro i buoni fruttiferi postali, che a fronte di un processo di acquisto abbastanza complesso mettono a disposizione la possibilità di usufruire di soluzioni sul breve periodo. Sono consigliati solo se non ci si attende rendimenti clamorosi.

Volendo puntare su investimenti più redditizi, invece, l’attenzione va rivolta verso gli ETF, che prevedono spese minime e una notevole liquidità. Comincia subito a investire sugli ETF grazie a eToro.

etf-etoro-indiciIn sintesi, gli investimenti in BTP non meritano di essere trascurati, ma di certo risultano meno appetibili rispetto a quanto non lo fossero fino a pochi anni fa. I rischi sono comunque ridotti, a meno di stravolgimenti politici ed economici non prevedibili.

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FAQ

Cosa sono i BTP?

I BTP sono Buoni del Tesoro Poliennali, titoli di Stato che rappresentano una forma di investimento caratterizzata da un basso livello di rischio. Essi si distinguono in base alla scadenza, che è estremamente variabile: ci sono BTP a 3 anni così come BTP a 50 anni. È evidente, quindi, che essi permettono di realizzare un investimento di medio o lungo termine.

Come si investe sui BTP?

Per investire sui BTP, e cioè comprare i Buoni del Tesoro Poliennali, è sufficiente fare riferimento a un sistema di home banking che permetta di fare trading. In alternativa si può utilizzare il servizio di trading offerto da Banco Posta, oppure andare fisicamente nella filiale della propria banca e chiedere di aprire un conto titoli che sarà agganciato al conto corrente.

Il 74-89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro