Che cosa sono i Broker Market maker e come funzionano

Marilena
November 30th, 2020

I broker market maker rivestono un ruolo di primo piano nella negoziazione dei contratti per differenza e degli altri strumenti derivati. Si tratta, non a caso, degli operatori più utilizzati da parte degli investitori retail che hanno intenzione di fare trading in vari mercati con differenti tipologie di strumenti finanziari.

Il compito dei market maker è quello di assicurare i livelli di liquidità che sono attesi sui mercati finanziari. Questa è la ragione più importante della presenza sul mercato di queste strutture professionali, le quali eseguono un volume molto elevato di transazioni.

I broker market maker si pongono come controparte rispetto agli investitori che sono loro clienti. Così i trader non sono costretti a passare per forza dai mercati regolamentati per portare a termine i propri investimenti.

In ogni caso non è necessario sapere in che modo operano i market maker, sempre che non si sia interessati a lavorare presso un istituto finanziario o a farne parte. Ciò non toglie che, se si è in procinto di cominciare a investire, può comunque essere interessante non solo sapere perché i broker market make esistono, ma anche quali sono gli effetti che essi generano nei confronti dei mercati.

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Broker market maker: a che cosa servono davvero?

Il vero compito svolto dai broker market maker consiste nel fare in modo che i mercati possano funzionare in maniera lineare ed evitando problemi di qualunque genere. Essi, infatti, permettono agli investitori di comprare dei prodotti finanziari, o di venderli, pure quando a disposizione non ci sono ordini in linea con le aspettative e le preferenze dei trader.

I market maker forniscono portafogli ampi e diversificati che ospitano un ricco assortimento di contratti. È così che il trader ha la possibilità in qualunque momento di aprire e chiudere le operazioni, avendo la certezza di poter contare su un operatore che si porrà come controparte: è l’operatore in questione non è altro che il market maker.

Si immagini, per esempio, un trader che ha intenzione di comprare dei particolari strumenti finanziari in un contesto in cui sul mercato di Borsa non c’è nessuno che venda tali strumenti. Ebbene, è a questo punto che interviene il market maker, agevolando la transazione e vendendo gli strumenti che fanno parte del suo portafoglio.

D’altro canto, nel caso in cui un trader fosse interessato a vendere i propri strumenti finanziari, non avrebbe nulla di cui preoccuparsi in mancanza di un acquirente che sia disponibile a comprare questi strumenti sui mercati regolamentati. In questa eventualità, infatti, potrebbe farsi avanti un market maker, in modo che la transazione possa andare a buon fine: il broker comprerebbe gli strumenti che entrerebbero a far parte del suo portafoglio.

Questo, dunque, è ciò che fanno i broker market maker, i quali in sostanza garantiscono che nelle borse ci siano liquidità e profondità.

In mancanza di un market maker, sarebbe molto più basso il numero di transazioni compiute, e al tempo stesso acquistare e vendere strumenti finanziari si rivelerebbe molto più complicato. Non solo: senza questi broker, sarebbe disponibile un numero inferiore di opzioni in relazione alle modalità con le quali vengono messi a disposizione sul mercato i vari contratti.

C’è un altro vantaggio che deriva dalla presenza dei broker market maker: infatti, nel momento in cui ai trader viene concessa la possibilità di svolgere le transazioni in tempi rapidi pur in mancanza di un venditore o di un acquirente che sia interessato a chiuderle, si fa in modo che le borse funzionino nella maniera più efficiente possibile.

E non è ancora tutto, perché un ulteriore effetto collaterale (positivo) è rappresentato dalla maggiore fiducia con la quale i trader riescono ad acquistare e a vendere i contratti che vogliono. Occorre, a questo punto, fare una precisazione: i broker market maker non sono tutti uguali.

Il consiglio, infatti, è quello di rivolgersi unicamente a market maker che:

  • Garantiscano i più alti standard di affidabilità

  • Dispongano delle autorizzazioni necessarie per essere operativi

  • Siano in linea con le prescrizioni contenute nelle norme Esma per la protezione dei trader.

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Quali sono i migliori broker market maker

Ma chi svolge, in fin dei conti, il compito di market maker? Tale ruolo viene ricoperto nella maggior parte dei casi da operatori come

  • Istituzioni finanziarie

  • Istituti di credito

  • Società di brokeraggio.

Queste realtà per poter svolgere la funzione di market maker dispongono di uno specifico contratto con una Borsa, o anche più di una. Va precisato che i broker non possono negoziare per contro dei trader, ed è questo il motivo per il quale tutte le transazioni vengono finanziate con il loro capitale.

Nel novero dei broker market maker migliori che non prevedono l’applicazione di commissioni vale la pena di menzionare:

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  • Deposito Min: 100

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Tutti i broker market maker menzionati fino a questo punto possiedono la licenza Cysec: vuol dire che sono autorizzati a operare in Europa e anche in Italia, essendo regolamentati a tutela della sicurezza dei trader e del loro patrimonio.

Broker market maker: come funziona?

Per conoscere più da vicino i broker market maker in modo da imparare a sfruttarli nel migliore dei modi, conviene anche capire in che modo operano. Si è visto che questi broker fanno in modo che i trader abbiano la possibilità di concretizzare tante opzioni differenti. Si tratta di realtà che operano in grandi volumi, in assenza delle quali il trading potrebbe risultare molto più complicato.

Se non ci fossero i market maker, in effetti, ci sarebbero alte probabilità di un ristagno del mercato. Essi possono vendere contratti finanziari ai trader che hanno intenzione di comprarli e, al contrario, comprare contratti finanziari dai trader che hanno intenzione di venderli.

Come è evidente, è molto prezioso il ruolo rivestito dai broker market maker per il trading di strumenti derivati. Ma loro che cosa ci guadagnano in tutto questo? Il modo in cui vengono valutate le opzioni fa sì che il broker possa ottenere un ricavo su ciascuna transazione che viene effettuata.

Chi si avvicina al mondo del trading per la prima volta dovrebbe tenere conto di due aspetti molto importanti relativi al prezzo degli strumenti finanziari. Il primo elemento da ricordare è che sono due le componenti fondamentali che costituiscono il prezzo effettivo: il valore estrinseco e il valore intrinseco.

Il secondo elemento da prendere in considerazione è la quotazione sulle Borse, con un prezzo di domanda e un prezzo di offerta: si tratta di un fattore di fondamentale importanza in relazione al modo in cui i market maker operano. Chi è interessato a comprare contratti pagherebbe la cifra che è richiesta per gli stessi; d’altro canto, chi scrive o vende i contratti si troverebbe a ricevere il prezzo di offerta.

Il prezzo di offerta, come è ovvio, è più basso rispetto al prezzo che viene richiesto. Ciò vuol dire che un singolo contratto di acquisto comporta un prezzo più elevato rispetto alla cifra che viene ricevuta dal singolo venditore. Ebbene, la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita prende il nome di spread.

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La remunerazione dei broker market maker proviene proprio da tale spread. In sostanza, i broker in questione hanno il permesso di comprare al prezzo di offerta e sono autorizzati a vendere al prezzo di domanda, in modo da poter guadagnare grazie allo spread.

Un esempio pratico

Come sempre, per capire meglio conviene fare affidamento su un esempio concreto. Ipotizziamo di avere a che fare con lo scambio di un prodotto finanziario che presuppone un prezzo lettera di 2 euro e 20 centesimi e un prezzo di denaro di 2 euro. Nel caso in cui un soggetto piazza un ordine di vendita di tali contratti proprio nel momento in cui un altro piazza un ordine di acquisto degli stessi, il market maker non fa altro che operare come un vero e proprio intermediario.

In una situazione del genere, infatti, il market maker compra dal venditore in base al prezzo di offerta, che è di 2 euro, per poi conseguire un profitto pari a 20 centesimi di euro attraverso la vendita al compratore per 2 euro e 20 centesimi, che è il prezzo di domanda. Ovviamente il profitto in questione è considerato in relazione al singolo contratto che viene negoziato.

Tuttavia per un market maker non esiste sempre la possibilità di acquistare e vendere contratti nello stesso momento, anche perché – se così fosse – in realtà del broker non ci sarebbe neppure bisogno.

Di conseguenza, il broker market maker svolge un’attività che è esposta al rischio potenziale dei movimenti di prezzo che riguardano gli strumenti posseduti. A tal proposito, il principale scopo di un broker consiste nel negoziare il numero più elevato possibile di contratti, in modo da poter trarre vantaggio dallo spread.

Il modus operandi del market maker, tuttavia, non può prescindere dal ricorso a strategie di posizionamento che si rivelino efficaci, al fine di assicurare che non vi sia un’esposizione a rischi troppo elevati.

I broker ECN

Una volta capito il funzionamento dei broker market maker, può essere utile conoscere le differenze che li distinguono dai broker ECN. A questo proposito, conviene fare un passo indietro per avere un quadro di insieme un po’ più chiaro. Ci sono due tipologie di broker valutari importanti grazie a cui gli investitori e i trader hanno la possibilità di accedere al mercato finanziario: essi si basano su modelli di business del tutto differenti.

I broker ECN sono così chiamati perché fanno riferimento agli operatori ECN, attraverso i quali si connettono alle realtà interbancarie che forniscono liquidità:

  • I fondi comuni di investimento

  • Gli hedge fund

  • Le banche stesse.

I broker ECN sono conosciuti anche con il nome di non-dealing desk broker: vuol dire che i fornitori di liquidità ricevono gli ordini direttamente, senza che ci sia bisogno dell’intervento di ulteriori operatori di mercato.

A questo punto è evidente che cosa differenzia i broker market maker dai broker ECN: i primi si trovano dall’altra parte delle negoziazioni rispetto ai secondi. Infatti, i broker ECN provano a individuare una chiusura alle richieste fra chi opera sul mercato. Un trader non chiuderà mai un contratto con un broker ECN.

In virtù di tali caratteristiche, per i broker ECN si ha a che fare con un meccanismo di remunerazione differenti. Si è visto che il guadagno dei market maker deriva dallo spread; nel caso degli ECN, invece, è prevista una commissione che si applica sui volumi di trading del singolo investitore.

Questa è la ragione per la quale i broker ECN traggono un vantaggio nel caso in cui la strategia di trading degli utenti abbia successo: più si guadagna e più si è portati a negoziare. E maggiore è il numero di negoziazioni, più sono le commissioni che entrano nelle casse del broker.

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Quali sono i broker più convenienti: gli ECN o i market maker?

Ora non rimane che tentare di capire se sia più conveniente fare affidamento sui broker market maker o se, invece, non convenga privilegiare i broker ECN. È opinione comune che i broker ECN, se confrontati con i market maker, mettano a disposizione la possibilità di usufruire di un livello di anonimato più elevato.

Questo vuol dire che i trader hanno l’opportunità di ricavare un vantaggio da un prezzo neutro, senza doversi preoccupare di eventuali distorsioni che potrebbero avere effetti negativi:

  • Sulle posizioni di mercato

  • Sulle tattiche

  • Sulle strategie che vengono messe in atto.

Se però si esamina la situazione con un approccio più approfondito, il vantaggio in sé non è troppo importante. Infatti oggi le più importanti piattaforme di broker market maker assicurano standard di qualità così alti che non ci sono di certo problemi nell’usarle. Insomma, sono tanti i trader soddisfatti e contenti di avvalersi di questi broker.

Nel paragone tra i broker ECN e i market maker, poi, spesso si attribuisce ai primi una superiore affidabilità. Questo si spiega con il fatto che in linea di massima un broker ECN si basa sulla tecnologia più recente e più avanzata. In questo modo si ha la certezza di assicurare la massima rapidità dei trade, le cui esecuzioni saranno ininterrotte e senza soluzione di continuità.

Insomma, i broker ECN mettono a disposizione spread accessibili e, soprattutto, i prezzi di mercato migliori. Ma questo non vuol dire che si tratti di una peculiarità esclusiva dei broker ECN: insomma, lo stesso vantaggio si può riscontrare anche tra i broker market maker.

Le piattaforme migliori, che sono quelle che abbiamo menzionato in precedenza, garantiscono a tutti gli utenti che si iscrivono condizioni ottimali, e si rivelano

  • Estremamente affidabili

  • Altamente qualificate

  • Professionali sotto tutti i punti di vista.

La facilità di utilizzo è un altro aspetto da non sottovalutare, a maggior ragione nella prospettiva dei trader con poca esperienza. Ma anche su questo piano non ci sono controindicazioni, e le piattaforme potranno essere padroneggiate con facilità.

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Le condizioni trasparenti

La trasparenza delle condizioni è un fattore su cui conviene riflettere se si deve decidere se optare per un broker ECN o se puntare su un market maker. Gli spread che vengono offerti dai broker ECN sono variabili, e nella maggior parte dei casi dipendono dalle condizioni di mercato attuali. In alcuni casi, però, ci può essere uno stravolgimento di tali differenze.

È quel che avviene, per esempio, in presenza di un livello di volatilità molto elevato, in grado di condizionare la strategia di trading e di avere un’influenza anche sulle posizioni aperte.

Inconvenienti di questo genere non si verificano con i broker market maker, i quali offrono in maniera costante la massima trasparenza delle condizioni. I trader, infatti, hanno a che fare con spread fissi (a meno di situazioni eccezionali), e ciò consente loro di capire più facilmente che cosa succedere sulle loro negoziazioni e sui loro investimenti.

In sostanza, il principale problema a cui si deve far fronte quando si sceglie di utilizzare un broker ECN non è tanto l’obbligo di pagare commissioni più alte di 3 o 4 volte (il che, comunque, non fa certo piacere), quanto il fatto che si fa fatica a capire che cosa si sta pagando. Ed è noto che la trasparenza, quando si investe, è una condizione da cui non si può prescindere.

Quali sono i costi di transazione

In sintesi, è davvero alto il prezzo che si deve pagare quando si lavora con un broker ECN che permette di essere collegati con le istituzioni finanziarie più importanti e con altri operatori di mercato. Se si prende la decisione di aprire un conto con un broker ECN è necessario essere pronti a far fronte a oneri molto importanti, a maggior ragione per i trader retail.

Ci sono broker che, per esempio, prevedono un addebito di una commissione per ciascuna transazione di più di 5 euro: condizioni simili si possono rivelare deleterie per un trader al dettaglio, il cui capitale rischia di essere eroso proprio dalle commissioni, anche in tempi abbastanza rapidi, perfino in caso di investimenti con esito positivo.

È facile capire, a questo punto, perché valga la pena di rivolgere la propria attenzione verso i broker market maker, la cui operatività non comporta l’addebito di costi di alcun genere per i trader. La remunerazione di questi broker, infatti, proviene soprattutto dallo spread, che consiste nella differenza tra il prezzo denaro e il prezzo lettera degli asset su cui vengono effettuate le negoziazioni.

Tutti i buoni motivi per affidarsi a un broker market maker

I market maker, come ormai si sarà capito, sono i broker più vantaggiosi, e proprio per questa ragione il loro utilizzo è raccomandato anche ai principianti. Chi sta muovendo i primi passi nel settore del trading e ha ancora poca dimestichezza con questo mondo può trovare nei market maker un punto di riferimento affidabile.

I vantaggi sono molteplici, anche di carattere economico: come si è visto, infatti, i market maker non hanno costi e non prevedono commissioni, a differenza dei broker ECN. Un altro aspetto che merita di essere messo in evidenza, e che si riflette sull’operatività, riguarda la maggiore rapidità di esecuzione.

In sintesi, nel momento in cui si decide di iscriversi a un broker market maker si può essere certi di usufruire di parecchi benefici a cui non ha senso rinunciare. La maggior parte dei trader retail ha l’opportunità di negoziare e di investire gratis con queste piattaforme, mentre i broker ECN sono più consigliati ai trader professionisti, che però rappresentano una percentuale minima del totale degli investitori (anche perché muovono volumi finanziari molto elevati).

Quando si tratta di scegliere tra un broker ECN e un market maker (partendo dal presupposto che la decisione in fin dei conti è sempre soggettiva) occorre prendere in considerazione il fatto che i market maker garantiscono spread inferiori, e soprattutto assicurano in qualsiasi condizione che gli ordini vengano eseguiti. Ciò non succede, invece, con un broker ECN, che richiede sempre la presenza di una controparte.

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Attraverso il Copy Trading, infatti, si può decidere di copiare le operazioni di investimento effettuate da altri trader (da scegliere, ovviamente, tra i più abili, cioè quelli che hanno ottenuto in passato i profitti più elevati). Il meccanismo funziona in automatico: una volta selezionati i trader da cui copiare, le loro strategie vengono replicate in tempo reale. Così, un trader inesperto può investire come un trader molto più bravo di lui.

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Prima di iniziare a fare trading, in ogni caso, può essere utile aprire un conto demo, che permette di capire in che modo funziona la piattaforma che si sta per utilizzare. Questo servizio è del tutto gratuito ed è ottimo per prendere dimestichezza con un mondo che ancora si conosce poco, ma anche per sperimentare le strategie di trading che poi potranno essere utilizzate con il conto vero e proprio.

Il conto demo è strutturato in modo da permettere a chi lo utilizza di approfondire la conoscenza dei servizi e del funzionamento del market maker in condizioni di massima sicurezza: infatti, il capitale da investire non è a rischio, e rimane intonso fino a quando non si farà trading sul serio.

Per le operazioni di trading effettuate tramite il conto demo, invece, si utilizza del denaro virtuale, grazie a un plafond che viene messo a disposizione direttamente dal broker. È così che il trader ha l’occasione di esercitarsi, per tutto il tempo che ritiene necessario, fino a quando non si sentirà pronto per usare il capitale vero per fare trading.Potrebbe anche interessarti: “Indice di volatilità ed i migliori indicatori per misurarla”

FAQ

Cosa sono i Broker Market Maker?

I market maker sono broker che si assicurano che le borse siano caratterizzate da profondità e liquidità. Grazie a questi broker i trader hanno l’opportunità di aprire e chiudere operazioni tutte le volte che lo ritengono opportuno, perché sanno che potranno trovare come controparte un operatore che è rappresentato, appunto, dal market maker. In sintesi, il compito di tali broker è quello di garantire il normale funzionamento dei mercati, perché grazie ad essi i trader possono negoziare anche in mancanza di ordini disponibili in linea con le loro necessità.
Vale la pena di mettere in evidenza che i broker market maker non hanno la possibilità di manipolare i prezzi o comunque di mettere in atto comportamenti poco cristallini, anche perché le verifiche e i controlli a cui sono sottoposti risultano molto rigidi e severi.

Perché questi Broker si definiscono Market Maker?

I broker market maker si chiamano così perché, in un certo senso, fanno il mercato. Essi, infatti, permettono di acquistare prodotti finanziari quotati anche quando non c’è nessuno che li vende, e d’altra parte consentono di vendere prodotti finanziari quotati anche quando non c’è nessuno che li acquista. Insomma, non si limitano ad agire da intermediari ma rappresentano, in un certo senso, il mercato a cui i trader possono fare riferimento. I broker market maker sono tali perché forniscono liquidità al mercato e, in ultima analisi, fanno da controparte tra i venditori e gli acquirenti.

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