Come Investire Quando la Borsa Crolla

Marilena
June 17th, 2020

La diffusione del Coronavirus a livello mondiale ha innescato un terribile crollo della Borsa. Potremmo definire questo crollo a catena come uno dei peggiori degli ultimi tempi. Difficile formulare delle ipotesi attendibili su dove questo ci condurrà. Da una situazione così allarmante, però, è possibile guadagnarci. Come?

L’investimento in Borsa non va guardato in una sola direzione, come una strada a senso unico, ma come una strada a doppio senso di scorrimento. Questo concetto verrà spiegato in questo articolo, insieme a delle tecniche alla portata di tutti per investire nella maniera adeguata in questo momento di recessione.

In questa guida spiegheremo perché la Borsa crolla e come cercare di trarne profitto anche investendo pochi soldi e senza una grossa esperienza alle spalle. Illustreremo anche i vantaggi di alcune tra le piattaforme più sicure e facili da usare a tale scopo, come ad esempio eToro.

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Crollo della Borsa: perché succede

Iniziamo spiegando perché la Borsa crolla. La Borsa è il mercato dove vengono scambiate le azioni, le quali altro non sono che dividendi degli utili prodotti dalle aziende. In base alla quota del capitale che investe, l’azionista ottiene la sua proporzione di dividendo. Il valore di un’azione dipende quindi da quanto dividendo riesce a distribuire. Il prezzo dell’azione quindi sarà più alto se quell’azione offre un alto potenziale di guadagno.

È possibile calcolare il valore di una Borsa analizzando l’indice di Borsa, calcolato partendo dal valore delle azioni che sono quotate in quel mercato. La media si basa sull’importanza di ogni azione. Quindi, più che dire che la Borsa crolla, è più appropriato dire che l’indice relativo a quella Borsa è crollato.

Investire in Borsa: come faccio se sono principiante?

È opinione diffusa che solo chi ha già tanti soldi ed è esperto di finanza può investire in Borsa. Magari questo poteva valere decenni fa, ma ora non è più così. Anche se si è alle prime armi si può investire in Borsa e iniziare con una piccola somma, che può andare da un minimo di 10 € fino anche a 250 €. Anche se non si ha esperienza, è possibile seguire dei validi corsi gratuiti o copiare le operazioni di trader esperti, provando quindi a fare trading online.

Quindi, con un buon indirizzo, dedizione allo studio e disponibilità a imparare, tutti possono iniziare a investire in Borsa.

Analizziamo insieme alcune delle migliori piattaforme CFD adatte ai principianti.

Migliori piattaforme per investire in Borsa

In questa sezione abbiamo scelto le migliori piattaforme che consentono di investire in Borsa sia quando sale che quando scende, in occasione quindi di crolli dovuti ad esempio alla recessione.

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Crollo di borsa: cosa avviene

Dopo queste informazioni generali  sui crolli di Borsa, vediamo più nello specifico cosa accade quando c’è un crollo di Borsa.

Tra le variabili che influiscono sull’andamento di un indice di Borsa ci sono anche le emozioni dei singoli investitori. Perché possiamo affermare questo? Quando gli investitori percepiscono le prime avvisaglie di un crollo di Borsa, iniziano ad avere la naturale paura di perdere denaro e presi dal panico quindi vendono le azioni in loro possesso. Così facendo non fanno che incoraggiare e rafforzare il crollo, che diventa quindi pericoloso e i prezzi subiscono una rapida caduta.

In alcune circostanze, addirittura senza nemmeno esserci avvisaglie di crollo, è bastata la sola diffusione di panico senza motivo reale a far crollare la Borsa. Nel 1987, per esempio, i programmi di trading automatico che erano appena stati lanciati vendettero tutti in contemporanea, causando un crollo che ebbe dell’assurdo.

A prescindere dalla causa del crollo, quello che conta è capire come fare a guadagnarci. E abbiamo visto che con le piattaforme CFD appena segnalate, è possibile investire sempre, anche quando le autorità di regolamentazione bloccano la vendita allo scoperto diretta.

Con i CFD, si può investire sempre e comunque. Quindi, anche durante un crollo di Borsa dovuto ad una recessione economica, si possono vendere CFD allo scoperto e guadagnare.

I più famosi crolli di borsa della storia moderna

Nel corso della storia moderna ci sono stati diversi crolli di Borsa diventati tristemente famosi. Per completare la panoramica di questo articolo abbiamo deciso di citare le recessioni e i crolli più famosi, che hanno influito in modo più pesante sull’economia a livello mondiale.

Crisi del 1929

Quella del 1929 è la crisi economica più conosciuta, il famoso "grande crollo di Wall Street". Gli anni precedenti erano stati caratterizzati da una grande produzione, la domanda superava l’offerta e tutta la merce veniva costantemente venduta senza creare scorte di magazzino. Un ritmo del genere non poteva durare in eterno, infatti nel 1928 le vendite rallentarono e gli investimenti in Borsa non erano più così affidabili.

Inizialmente le aziende provarono a insabbiare i bilanci, colte impreparate dal cambiamento. Quando non poterono più nascondere il vero andamento delle cose iniziò il panico generale, il crollo dei titoli azionari e la perdita quasi totale del capitale di tantissimi investitori. In particolare, durante le giornate del 24/10/1929 e del 29/10/1929 (rispettivamente il "Giovedì Nero" e il "Martedì Nero") il crollo divenne palese e si bruciarono oltre 14 miliardi di Dollari, all’epoca un'incredibile quantità di denaro.

Per riprendersi da quella crisi il mondo impiegò 10 anni, per arrivare a toccare nuovamente i valori precedenti alla crisi solo negli anni ’50. Un aspetto triste di questa ripresa consiste nel fatto che per metterla in atto venne attuata oltre al resto anche una corsa agli armamenti che alzò la produzione industriale e quindi il PIL americano, sfociando in seguito nella seconda guerra mondiale.

Crisi petrolifera del 1979

Alla fine degli anni ’70 fu la volta dell’inflazione. Un avviso di tale situazione si ebbe già nel 1973, dopo la guerra del Golfo quando il prezzo del petrolio si alzò in modo incredibile. Questo portò ad un aumento generale dei prezzi e quindi ad un’inflazione tale che portò ad un periodo di austerity.

Quindi, come succede spesso, quelli che ci rimisero furono i cittadini che non poterono far fronte alle spese così alte con i loro normali salari.

Crollo del 1987

Questo crollo, a cui abbiamo già fatto accenno nei paragrafi precedenti, si ebbe a causa di errori tecnici. L’epicentro a quanto pare fu Hong Kong, dove si registrò un crollo del 20%. Successivamente, la crisi raggiunse Wall Street e poi l’Europa.

Gli investitori entrarono in panico, ma dato che l’errore fu appunto “tecnico” e che l’economia sostanzialmente era in buona salute, il mercato si normalizzò nel giro di alcuni giorni. In soli 20 giorni non c’era più traccia del crollo.

Crollo del 2000 (crisi delle dot.com)

Arriviamo all’inizio del nuovo millennio, quando internet iniziava a diffondersi nelle case e si iniziava a investire seriamente nelle aziende Tech (le dot.com). Nonostante la storia avesse dimostrato che a periodi di euforia potevano susseguirsi momenti di grandi difficoltà, il crollo dei mercati tra il 1999 e il 2000 colse molti di sorpresa. Chi aveva investito senza riguardi nelle dot.com iniziò a ritirarsi e il Nasdaq crollò del 10% in tre giorni. I fatturati di molte aziende Tech si dimezzarono e molte dot.com sparirono o vennero inglobate da altre. Grazie alla struttura innovativa dei titoli, il mercato fu in grado di assorbire le perdite e molte aziende poterono riprendersi, come ad esempio Google, Amazon e Apple.

Crisi del 2008

La data della successiva crisi è il lunedì 16/09/2008. La Banca Lehman Brothers aveva dichiarato fallimento il giorno prima e, alla riapertura, Wall Street crollo del 9%. Non si può però colpevolizzare una sola banca per quella crisi globale, bensì tutta l’operativa messa in atto da un numero sostanziale di banche durante il periodo antecedente a quella data. In particolare, ci fu una concessione di mutui troppo libera, che causò un forte crollo dei bilanci bancari, sofferenza del credito verso imprese e clienti, aziende in fallimento e conseguente disoccupazione galoppante.

In ambiente UE ci furono divergenze di opinioni in merito all’utilizzo della Banca Centrale Europea in situazioni di crisi, che rallentarono l'attuazione delle misure di contenimento e quindi portarono ad un peggioramento della situazione.

Dato che il Coronavirus ci sta portando ad una nuova crisi, a causa dell’emergenza sanitaria, le ripercussioni economiche si sentiranno. Si spera che, sulla base delle crisi precedenti, vengano prese le misure necessarie in tempi ragionevoli per far fronte alla situazione.

Cosa implica una recessione?

Anche se i crolli degli indici di Borsa possono verificarsi in qualsiasi momento, di solito quando avviene una recessione la Borsa ne risente inevitabilmente. Dato che la recessione avviene  quando i livelli di attività produttiva sono bassi, ne consegue una crisi economica che tocca molteplici realtà, a partire dal calo del lavoro per finire alla diminuzione del prezzo delle azioni. Quando la recessione comporta un aumento dei prezzi siamo di fronte ad una stagflazione e se la recessione avanza, si arriva alla depressione, un po’ come quella famosa del 1929.

Prendiamo ad esempio la situazione che stiamo vivendo ora. Questo periodo di Coronavirus ha necessariamente richiesto la sospensione della maggior parte delle attività produttive, su ordine diretto del Governo. Queste misure sono necessarie per cercare di contenere la trasmissione del virus.

Il fatto che molte attività siano attualmente chiuse comporta una cancellazione dei redditi di tantissimi imprenditori, che purtroppo potrebbero decidere di licenziare dei dipendenti o ricorrere ad ammortizzatori sociali.  Di conseguenza, il reddito generale lavoratori è diminuito significativamente e con esso la possibilità di effettuare acquisti.

La diminuzione della domanda, comporta un taglio anche nella catena produttiva dell’offerta, entrando così in un loop pericoloso. Se le aziende non intascano, non possono pagare i fornitori e aumentano i loro debiti. In questo modo l’effetto della crisi arriva alle banche che non saranno in condizioni di poter pagare i dividendi agli azionisti.

Una volta che la crisi quindi ha raggiunto aziende e banche, si inizia a parlare di recessione e crollo della Borsa. Gli investitori (o almeno quelli che non hanno investito correttamente) vedono i loro risparmi diminuire e non potranno spendere con la stessa facilità di prima. Questo comporta quindi un ulteriore diminuzione della domanda.

Ecco quindi in alcuni passaggi come si presenta il quadro della recessione economica in un paese. Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è quello che misura l’andamento produttivo di un paese ed è l’indicatore da osservare per definire se ci si trova in un periodo di recessione. In particolare, si parla di recessione quando il PIL è in caduta per 2 trimestri consecutivi.

Comunque, dopo questi accenni di teoria, passiamo alla pratica e rispondiamo alla domanda fatidica: è possibile investire anche quando la borsa crolla?

Come investire bene durante un crollo della Borsa

Come già abbiamo detto, la recessione ha come effetto il crollo della Borsa, come conseguenza alla diminuzione del guadagno o capitale delle aziende e alla diminuzione del prezzo delle azioni (dato che le azioni sono quote del capitale delle aziende).

Chi ha comprato azioni di una determinata azienda che è entrata in fallimento durante una recessione, può vivere probabilmente i momenti più disperati della sua vita. Nello stesso momento, però, ci sono investitori che invece ci stanno guadagnando. Com’è possibile? Molti non sanno come sia possibile, dato che sono abituati solo a comprare azioni e aspettare che aumenti il loro prezzo.

Guadagnare in recessione: vendita allo scoperto

Sebbene sia vero che quando il prezzo delle azioni sale conviene comprare, è anche vero che si possono vendere azioni allo scoperto e guadagnarci comunque.

Vendere allo scoperto comprende un’attività di speculazione, indirizzata a trarre profitto dalla diminuzione del valore di un certo titolo finanziario. Quindi, vendendo allo scoperto, si può guadagnare anche quando il prezzo di un’azione è in discesa.

Occorre comunque far presente che all’origine del crollo non ci sono gli speculatori. Infatti, in casi come quello che abbiamo descritto è la recessione la miccia che ha acceso il fuoco. Piuttosto, lo speculatore rende i mercati più efficienti e può quindi aiutare ad uscire dalla recessione. Inoltre, non è necessario essere ricchissimi per investire in questo modo.

Tuttavia, quando ci sono crolli di Borsa molto forti, le autorità potrebbero bloccare la vendita allo scoperto diretta delle azioni per cercare di arginare il crollo. Ma con le piattaforme che vi segnaliamo di seguito si può comunque investire nella vendita allo scoperto in quanto offrono contratti per differenza, detti CFD. I CFD consentono di investire sulle azioni o altri titoli senza comprare o vendere l’azione diretta ma uno strumento finanziario che replica l’andamento dell’azione sottostante a cui fa riferimento.

Grazie ai CFD, si può continuare a fare vendita allo scoperto in qualsiasi situazione. L’importante è scegliere la piattaforma giusta e fare una previsione corretta sull’andamento della Borsa, così da comprendere se andrà in salita o in discesa. Anche chi non è in grado di fare queste previsioni da solo perché è alle prime armi, può trovare il modo di investire in maniera intelligente.

Conclusione

Questo articolo ha fatto luce sul significato di recessione e crollo di Borsa, con una panoramica sulle crisi più famose del secolo scorso e di quello in corso.

Senz’altro, la parte che interessa maggiormente è quella che consente di capire come investire quando la Borsa crolla. Infatti, questi periodi possono essere proficui per gli investitori che sanno come operare e usano gli strumenti adatti. Tra questi investitori non ci possono essere solo persone già ricche, ma anche principianti che iniziano con un capitale minimo di soli 10 € o 250 €. Le piattaforme seguenti, ripetiamo, sono quelle più utili:

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Di seguito, un piccolo glossario:

Crollo di Borsa: caduta significativa e rapida degli indici di Borsa.

Cause crolli di Borsa: possono essere varie, come una crisi economica o momenti di panico generale.

Recessione: periodo di crisi economica durante il quale non c’è un utilizzo completo ed efficiente dei fattori produttivi.

Conseguenze della recessione: le imprese falliscono, la disoccupazione aumenta, la domanda diminuisce, la Borsa crolla.

Guadagnare durante una recessione o un crollo di Borsa: è possibile farlo con la vendita allo scoperto, che permette di guadagnare anche quando i prezzi crollano

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